Le Strade Romane e le Alpi Retiche
Vediamo nella carta la rete (in rosso) delle due principali strade romane che, partendo da Milano e dal Veneto, in epoca romana, valicavano le Alpi, per portarsi nelle valli del Reno e dell'Inn e di lì proseguire verso la Gallia ed il Danubio, ove era il Limes Retico, il sistema di fortificazioni che difendeva, a Nord, l'Impero.
Da Milano uomini e merci raggiungevano su strada Como e Lecco; di qui, risalendo in barca il Lario arrivavano a Samolaco e di lì a Clavenna (Chiavenna).
Qui la strada si divideva: il percorso più diretto raggiungeva il Cunus Aureus (Passo dello Spluga) per discendere a Curia Raetorum (Coira) lungo la Via Mala.
Un altro ramo risaliva la Val Bregaglia e di lì, per il Passo del Settimo oppure il Maloja e lo Julier (il cui nome ricordava la Casa Giulia, quella di Giulio Cesare) si portava a Bivio per discendere nella Valle dell'Albula e raggiungere anch'esso Coira.
L'altra importante strada romana, di cui è noto il nome "Via Claudia Augusta", risaliva l'Adige sino alle sorgenti, scavalcava lo spartiacque al Passo Resia (uno dei più bassi delle Alpi) per proseguire poi verso l'attuale Baviera.
Questi due itinerari erano collegati da due percorsi trasversali: l'Engadina (segnato in violetto) e la Valtellina (indicato in blu). Quest'ultimo percorso era più lungo ma traversava territori a quote inferiori, probabilmente ricchi di abitati e di aree produttrici di generi alimentari.
Ricordiamo che già in epoca preistorica in Valcamonica vi erano importanti insediamenti. Teli borghi comunicavano a Sud con Bergamo, mentre verso Nord la Valtellina era facilmente raggiungibile attraverso i Passi dell'Aprica e del Mortirolo (percorso verde).
Possiamo così vedere come la Valle dell'Adda avesse una grande importanza nei commerci, così come nei transiti militari dell'epoca.
